martedì 14 agosto 2007

Partito Democratico e Partito della Libertà


In queste settimane si stanno svolgendo in tante città italiane le Feste dei vari Partiti Italiani, ma nel quotidiano on-line "Affari Italiani" mi è risaltato all'occhio la Festa dell'Amicizia della Democrazia Cristiana di Rotondi, che tra i vari leader di partito avrà al suo interno un convegno dal titolo "Partito Democratico e Partito della Libertà".

Non posso quindi che essere felice che anche i centristi accaniti della DC si pongano un interrogativo sul Bi-Partitismo futuro.
Certo non sarà solo un bipartitismo perchè già si sta pensando di creare la coalizione della Sinistra radicale (con PrC, Verdi, PdCI e SD), la Sinistra riformista (MRE,SDI,Radicali), il Grande Centro citato e sperato da Mastella con (UDEUR E UDC), ma facendo una "botta" dei conti come si vede si avranno al massimo 5-6 partiti o coalizioni presenti in parlamento se passerà il prossimo referendum elettorale (voluto soprattutto dai DS, AN e Radicali) con sbarramento al 10%.

Ma sarà vero o è tutta utopia?
Credo che comunque il PD sià un primo passo verso una semplificazione del nostro sistema politico e partitico, il quale non potrà rimanere inosservato nella parte della CDL che vuole una svolta liberale unendo la DC, FI e AN, formando cosi il Partito delle Libertà.

P.S.
Io non lo chiamerei Partito delle libertà ma Partito Liberale, più semplice e immediato.

9 commenti:

raser ha detto...

liberale? e cosa avrà di liberale? sarà liberale in economia, con AN che cavalca ogni protesta corporativa e berlusconi che intralcia ogni liberalizzazione del mercato televisivo? o sarà liberale sui diritti civili, con la lega e AN che bloccano ogni iniziativa per l'allargamento dei diritti?

Anonimo ha detto...

Non saprei.
Sarà democratico?
Boh.
Mi auguro.
Vengo adesso da una situazione sinistra.
Il blog di Tisbe tramite il quale tra l'altro, ho conosciuto questo blog.
Sono quasi totalmente censurato.
Quindi passa solo quel che si vuol far passare. Non posso replicare. Difendermi. Esprimere opinione, sempre argomentata, mai volgare, ma non mi è concesso perchè scomoda, avversa.
E' strano in un luogo dove hanno ospitalità commenti che invitano terroristi ad uccidere più Carabinieri, poliziotti, americani e italiani (10, 100, 1000 Nassyria).
Ma forse no.
Non lo è.
Proprio per questo.
E' in atto un processo di radicalizzazione e di integralismo che rispecchia il percorso maggiore più diffuso di evoluzione, di democratizzazione.
Il terrorismo si accentua proprio quando è sul punto di rischiare di perdere e sparie.
Forse è questo che succede in quel blog.
Mi domando davvero cosa succede a sinistra.
Perchè quella radicalizzazione estrema mi sorprende.
Forse non troppo.
Cosa avrà di democratico il Partito D?
Non lo so, dalle premesse poco, solo molti ricatti, confusioni, incoerenze, contrordini, carrierismi, personalismi.
E già sul nascere.
Dalle premesse.
Non ci sono molti punti condivisi.
Prima il punto condiviso impossibile e folle, altrimenti inconcepibile era quello di andare al governo e far fuori Berlusconi.
Obbiettivo raggiunto. Ma nient'altro. Nessun altro punto condiviso.
Ora il nuovo obbiettivo è far fuori la sinistra radicale, primitiva, nemica della politica a favore della lotta e dell'odio (di classe, di categorie di lavoro, contro Usa, Israele, Occidente).
Ma è l'unico punto condiviso.
Quando sarà realizzato, quale sarà il prossimo unico punto condiviso?
E' preoccupante.

Alieno

Franca ha detto...

Mi dispiace, ma io sono per sistema proporzionale.
Se vuoi con uno sbarramento, ma proporzionale sia.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Il Partito Liberale esisteva già in passato. Ci vorrebbe un nome nuovo.

Faccio presente che chimare un partito liberale o democratico mi sembra pleonastico.

Siamo, o dovremmo essere, in una democrazia e quindi si auspica che TUTTI i partiti siano liberali e democratici.

Ok, fine spazio utopia sic.

Anonimo ha detto...

@Daniele: commento intelligente e divertente. Approvo.
Alieno

Mina ha detto...

Cosa dovrebbe cambiare nella politica? Con la prospettiva di 5 o sei partiti ci saranno come oggi le spartizioni e gli accomodamenti. Per dire la verità, mi sembra che si spartiscono già ora nel PD le cariche con annessi e connessi.

Anonimo ha detto...

Mina: perchè ti sembra? E' così!
E'. Nell'azzuffarsi nella divisione, nel caos delle convenienze e dei personalismi però, forse, "per sbaglio" ne potrà uscire qualcosa di legittimo.
Democratico.
Vedremo.
Certo che se il buongiorno si vede dal mattino...
Prima Veltroni, che sembrava eletto a furor di popolo. Ma però il popolo non l'aveva affatto posto, era stato imposto semmai.
E però sembrava fosse utile la figura del salvator immacolato.
Dai larghi consensi.
Poi però, democraticamente o per dar parvenza che sia così, appaiono altri personaggi. Ponendo un pensiero atroce: un partito nascente come il Pd, destinato a rappresentare in sè tante rappresentazioni partitiche, può già partir "male" con un leader che rischia di finire meno condiviso del leader Prodi nell'Unione?
Partire così non è un bel ritorno d'immagine per ciò che si propone il PD, ovvero appunto condivisione, consenso unanime della rappresentazione. A sostituire quell'Unione così disunita, con insanabili fratture, che si è cercato di mascherar con definizioni prestate dal politichese del momento (le fratture e le divisioni gravi son diventate nella bocca di Prodi e del suo team "normale dialettica").

A questo pericolo Veltroni, già sicuro del consenso uniforme e uniformante, sul trono plebiscitario del PD ha cercato di porre rimedio dichiarando che avrebbe accettato "concorrenza" (di questo si tratta in fondo) solo se questa veniva da piattaforme diverse dalla sua!

Il che pone due dubbi: qual'è esattamente la sua piattaforma, dal momento che il partito non è ancora definito, non c'è un leader ed esattamente non si può quindi sapere che diavolo di politica avrà (sociale, economico, esteri)?
Per ora ci son leader diversi con linee partitiche diverse, anche molto volendo.
L'altro dubbio è: perchè all'interno della sua piattaforma non ci può esser concorrenza, che poi significa democratica elezione dalla base?

Detto ciò, con ombre e domande superiori alle risposte per numero,
non resta che vedere.
Vedere fino a che punto si spingono.
Anche nel creare confusione, contraddizioni e nell'abilità del ricreare una situazione analoga alla federazione partitica precedente, estrema sinistra esclusa.
Insomma, cambiar tutto perchè nulla cambi.

Mah!
Alieno

Fabio Pancrazi ha detto...

I LAICI TRA PARTITO DEMOCRATICO E PARTITO DELLA LIBERTÀ

Il partito che manca: cominciamo a parlare della costruzione del Partito Laico?
In Italia i poli di centrosinistra e centrodestra hanno disperso, frammentato e reso ininfluenti partiti storici come il Partito Socialista, il Partito Socialista Democratico, il Partito Liberale, il Partito Repubblicano.

Le idee e le persone però ci saranno sempre, accomunate da una comune visione su questioni fondamentali della gestione dello Stato e della società, SENZA INGERENZA DI NESSUNA RELIGIONE NEGLI AFFARI TEMPORALI. Oggi più che mai!

Proviamo a riunire TUTTI i Socialisti, i Repubblicani, i Liberali, i laici in un partito? Per partecipare alle elezioni, veramente negli interessi della collettività!

La discussione può iniziare sul sito amatoriale www.partitolaico.it

Grazie

Alieno ha detto...

Trovo che la costruzione di un partito laico che esca fuori dagli schemi geometrici tradizionali (destra-sinistra)sia non solo importante in una rappresentazione democratica, ma essenziale. In qualche modo è giusto contrappeso ai partiti di impronta cattolica. E servirà, spero, anche quando ci saranno partiti di impostazione islamica, chè è cosa inevitabile. In questo raccomando, nel dire che un partito laico è necessario, che sia rispettato il principio di distanza da quelle geometrie che dicevo di appartenenza alla sinistra o alla destra politica, quanto l'onestà nel requisito di non vedervi un partito di contrapposizione alla Chiesa, soprattutto quando una rappresentazione islamica sarà più evidente, palese. Altrimenti non avrebbe senso l'intento.

Alieno