venerdì 14 settembre 2007

Dialogo e Tolleranza...

Sempre più in questi anni si parla di tolleranza ed estremismo religioso, è molto usato dai Media il termine "integralismo islamico" che riguarda la parte religiosa che in questi decenni è cresciuta sempre più nel mondo divulgando la propria fede anche in nazioni profondamente cattoliche come l'Italia e buddiste come l'Indonesia.
Purtroppo nella questione religiosa si affianca e trova il fondamento anche il nuovo terrorismo che affligge il nostro mondo occidentale e quello mediorentale.
Per motivi religiosi, i terroristi quotidianamente scatenano l'inferno in Iraq, Pakistan e Afghanistan e negli ultimi anni ricordiamo le stragi in USA, SPAGNA, INDONESIA ed INGHILTERRA.
Quante vittime innocenti????? Troppe!!!!!

Dal quotidiano "Il Riformista" ho estrapolato un articolo che parla di dialogo e tolleranza con l'islam, è molto interessante e ve lo propongo.

Dove può (e deve) spingersi il dialogo con l’islam


Il rapporto tra politica e religione è oggi uno dei temi più scottanti della vita quotidiana delle democrazie. A Mantova Christopher Hitchens ha sostenuto che non si può e non si deve parlare con esponenti islamici che non siano pienamente integrati nella democrazia. Ed è apparentemente giusto. Ma si può obiettare che gli islamici democratici sono considerati degli apostati dalle comunità musulmane, dunque parlare con loro serve a poco. Se si vuole instaurare un dialogo con quelle comunità - cosa assolutamente necessaria per circoscrivere il rischio del fanatismo, come ricordava anche ieri Giuliano Amato - è inevitabile parlare con persone che in esse hanno ascolto, anche se non sono del tutto integrate nel nostro sistema di princìpi. È un dilemma politico e anche morale: il dilemma della tolleranza. Fin dove ci si può spingere, dove ci si deve fermare? Dobbiamo costruire dei ponti per favorire una progressiva conversione ai principi politici della laicità e della convivenza tra diversi, o una conversione già avvenuta in modo completo è da considerare come un prerequisito assoluto dell’incontro? (A questo dilemma è dedicato lo splendido libro di I. Buruma, Assassinio a Amsterdam.)
di Claudia Mancina

Un articolo che spero dia seguito a molti commenti, io credo che comunque un dialogo sia necessario, forse solo con la parte meno estrema, ma non credo che basti...
Che ne dite?

5 commenti:

Anonimo ha detto...

http://www.the4horsemendeath.blogspot.com/

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Rispetto reciproco, da ambo le parti; rispetto delle leggi dello Stato in cui vivono; ecco si deve partire da qui per dialogare con chiunque faccia parte di qualunque etnia o cultura.

Altrimenti non può esistere dialogo con chi il dialogo non lo vuole cercare.

AlexTurkish ha detto...

L'approccio deve essere diverso se si dialoga con chi è nel proprio paese o con chi sceglie di vivere in Italia.
Evidentemente nel primo caso è vero quanto dice Amato perchè ha poco senso dialogare con chi non ha voce in capitolo, se lo fa un entità pubblica; ufficiosamente posso anche parlare con gli altri se spero che un giorno la situazioni cambi, ma sicuramente non posso farlo in veste pubblica.
Nel senso caso è diverso, perchè chi viene in Italia deve avere l'obbligo di comportarsi in modo da non andare in contrasto con i nostri usi; solo in questo caso può scattare la tolleranza e di conseguenza il dialogo; negli altri casi "fuori dalle balle".

raffaele ha detto...

Per me si può parlare con tutti (anche col presidente iraniano), ma per trasformare il dialogo in qualcosa di duraturo, in vera collaborazione, bisogna che il nostro interlocutore rispetti (come noi) certe regole. Questo vale ad esempio per la designazione degli imam delle moschee italiane (come ha osservato Amato); e per l'accoglienza degli immigrati (chi vuole inserirsi in Italia deve conoscrere e rispettare la nostra Costituzione; e rispettare inoltre la nostra cultura: non può pretendere che togliamo il Crocifisso da scuole ed ospedali, così come noi, se andiamo nei Paesi islamici, dobbiamo vestirci in modo decoroso e toglierci le scarpe nelle moschee).

Anonimo ha detto...

L'articolo è chiaramente filo terrorista. Chi non condivide i nostri valori sui quali si basa la nostra democrazia non può essere in alcun modo tollerato.
Pertanto con l'islam io non credo a nessun tipo di dialogo.
Marco