venerdì 21 dicembre 2007

18 dicembre 2007, L'Italia vince all'ONU

L'Italia fa approvare all'ONU la moratoria contro la pena di morte nel mondo.

Il 18 dicembre 2007 passerà alla storia come la vittoria dell'Italia all'assemblea dell'ONU; un successo di tutta la società civile italiana, che a prescindere della propria appartenenza politica ed ideologica ha spinto e guidato questo importante passo verso l'abolizione definitiva della pena di morte nel mondo.
Un'Italia qualche giorno fa definita come una nazione triste e rassegnata finalmente ha riscosso un risultato positivo ed eccezionale, una vittoria internazionale per i diritti fondamentali dell'uomo.
Un bel regalo sotto l'albero di natale per questa nazione, un dono importante a tutti gli italiani da sempre in prima fila contro la pena di morte.

Con questo post vi auguro un Buon Natale!!!


Vi riporto come al mio solito un articolo tratto dal "Corriere della Sera":

NEW YORK - L'assemblea generale dell'Onu ha detto sì alla moratoria contro la pena di morte nel mondo. I voti a favore sono stati 104, quelli contrari 54, le astensioni 29. L'iniziativa è stata fortemente sostenuta dall'Italia, il governo era rappresentato al Palazzo di Vetro dal ministro degli Esteri e vicepremier, Massimo D'Alema. Proprio il presidente diessino in mattinata si era detto ottimista e aveva parlato di «risoluzione di portata storica».

GLI ULTIMI NO - La moratoria è stata approvata alle 11,45 ora di New York, le 17,45 in Italia, dopo le dichiarazioni di voto contrarie di Antigua e Barbuda, Barbados, Singapore e Nigeria e quella favorevole del rappresentante del Messico. Alla fine i voti a favore sono stati cinque in più rispetto a quanto pronosticabile nelle migliori previsioni. E, soprattutto, è stata superata agevolmente la soglia «psicologica» dei cento sì che dà al provvedimento maggiore forza e consistenza.

«E ORA L'ABOLIZIONE» - L'approvazione della risoluzione per la moratoria contro la pena di morte, che di fatto significa un invito alla «sospensione» di tutte le esecuzioni già programmate e il divieto di infliggerne di nuove da parte dei tribunali, dà l'opportunità di aprire un dibattito «anche in vista dell'abolizione». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, pochi istanti dopo il sì dell'Onu alla moratoria sulla pena capitale. D'Alema ha parlato anche di «grande soddisfazione» e di «risultato al di là delle aspettative».

«ORGOGLIO PER L'ITALIA» - Anche il premier Romano Prodi ha accolto con grande entusiasmo la notizia del voto favorevole dell'assemblea: «E' un giorno storico - ha detto - la commozione è intensa». Il capo del governo ha sottolineato che «l’orgoglio dell’Italia è di aver promosso per prima un’iniziativa progressivamente trasformata in una grande coalizione intesa a favorire i diritti dell’uomo». In questo modo, ha sottolineato, «l’Italia ha molto contribuito alla diffusione della pace e giustizia nel mondo».

POLI CONCORDI NEL GIUDIZIO - Tutto il mondo politico italiano ha accolto con generale soddisfazione la notizia del sì alla moratoria. Il leader del Partito democratico, Walter Veltroni, ha evidenziato che «il voto dell`Onu rappresenta un risultato importante per l`impegno di tutti coloro che difendono il diritto alla vita; il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha invece parlato di «lunga battaglia per la quale ci siamo impegnati fin dal 1994». «Ed è - ha aggiunto - una vittoria storica per tutti i cittadini del mondo.E in linea con l'opinione diffusa tra tutte le forze politiche arriva anche il commento del Quirinale: «Il successo di questa fondamentale azione - ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - è dovuto all'impegno del Parlamento, del governo, del ministro degli Esteri, della Rappresentanza d'Italia presso le Nazioni Unite nonchè della società civile italiana, che l'ha sostenuta in tutte le sue tappe. A tutti rivolgo il mio più vivo apprezzamento».«Quello di oggi - ha aggiunto il capo dello Stato - è uno storico segnale che l'organo più rappresentativo delle Nazioni Unite lancia alla Comunità Internazionale, richiedendo agli Stati di sospendere le esecuzioni capitali nella prospettiva dell'abolizione della pena di morte». «In questa difficile campagna - ha detto ancora Napolitano - il nostro Paese ha avuto un ruolo centrale. Per l'Italia la lotta contro la pena di morte è uno dei temi prioritari nel campo dei diritti umani».

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Auguri a te e buone feste

Anonimo ha detto...

Non so se ho imparato a fare i commenti su bloggher comunque sono
http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/

yokai ha detto...

Auguri anche a te! (^_^)

daniele Verzetti, Rockpoeta ha detto...

Un bel regalo hai ragioine

Buon Natale Francesco!

Daniele

Demonio Pellegrino ha detto...

auguri anche a te dal Demonio Pellegrino.

Spartacus Quirinus ha detto...

Ciao, grazie per gli auguri, che naturalmente contraccambio!

lo stonato ha detto...

carissimo Francesco, tanti auguri di buone feste! per te e i tuoi cari.
e che il 2008 ci porti quella voglia che si legge nel tuo ultimo post! la voglia di poter dire "Sì! Io sono ITALIANO!"

un salutone e a presto! GB

Arte ha detto...

auguri!!!

Il Blog Senza Nome ha detto...

Grazie per gli auguri lasciati sul nostro blog, ricambiamo molto volentieri.

Buone feste!

Il Blog Senza Nome
http://senzanome.leonardo.it/

parolenelvuoto ha detto...

Non so perchè ma ho idea che tutto ciò sia un enorme bluff per provare a convincerci che in fondo sulle cose importanti si sanno imporre e, come dice Prodi, siamo portatori di giustizia nel mondo...

se solo Prodi sapesse cos'è la giustizia, però...

Franca ha detto...

Questa è l'Italia che vogliamo in caqmpo internazionale, non quella che combatte le guerre di Bush.
Buone Feste anche a te

Luca ha detto...

Ciao Francesco, grazie.Ricambio di cuore gli auguri di buon Natale e di un sereno 2008 ricco di soddisfazioni. Un caro saluto, a presto sui rispettivi spazi. Luca

Romina ha detto...

Tantissimi Auguri di Buone Feste! :)))

AlexTurkish ha detto...

Tanti auguri anche a te

Sposadelvento ha detto...

Vero che è bello essere orgogliosi del proprio Paese?