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lunedì 21 aprile 2008

Bossi inizia a strapazzare Berlusconi...

Passata la prima settimana della "Terza Era Berlusconiana", ci ritroviamo con il Buon Senatur Bossi che strapazza Berlusconi sulle nomine dei ministri della Lega.
Ieri sera sembrava fatta per la Lega Nord, con tre ministri al Governo e il Vice-premier Calderoli, ma dopo gli annunci trionfali di Bossi, arriva la marcia indietro di Berlusconi questa mattina.

Marcia indietro dovuta quasi sicuramente alle proteste degli altri alleati tra i quali il più seccato Rotondi della DCA.

Inizia il calvario di Berlusconi ???
Speriamo di no !!
Almeno per ora, servono manovre forti, immediate al paese e alla sua gente, soprattutto con questa crisi economica mondiale.

Lo spettacolo di tira e molla della Lega nei confronti dell'intero Centro-Destra è solo all'inizio, quindi ci sarà da vedere come andrà a finire nei prossimi mesi, con le importanti riforme che ci attendono.

La Lega pretende le sue riforme e i suoi 22 senatori pesano come macigni sulla maggioranza al Senato...

martedì 15 aprile 2008

Berlusconi fa il pieno...


Personalmente non mi sarei mai aspettato un risultato politico simile. La XVI° Legislatura della Repubblica Italiana si apre con una semplificazione politica e partitica impressionante. Berlusconi sarà il nuovo Premier con il 47 % al Senato e un quasi definitivo 46 % alla Camera, mentre Veltroni all'opposizione con un 37% al Senato e il 38% alla Camera.


Nove punti percentuale di distacco tra le forze che sostengono Berlusconi (Pdl + Lega + MpA) da quelle di Veltroni (PD + IdV).

Il Partito delle Libertà è il primo partito con un 37 % circa mentre il PD si aggira sul 33.5 %, le due principali coalizioni insieme rappresentano l'84 % dell'elettorato, una cosa mai vista nella politica italiana.


Dato fondamentale dal punto di vista parlamentare è che al Senato avremo 4 gruppi parlamentari: Il Pdl, il Pd, la Lega Nord e il Gruppo Misto con all'interno l'UDC (+ autonomie nord italia); alla Camera invece i gruppi saranno 5: il Pdl, il Pd, la Lega Nord, l'UDC e il Gruppo Misto(autonomie nord italia).

Cambia qualcosa, qualcuno è rimasto fuori???

SI, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana non ci saranno i "Comunisti", ossia la Sinistra Radicale o Arcobaleno. Il Povero Bertinotti insieme alla sua coalizione non ha superato lo sbarramento del 4% ottenendo un misero 3.2 %; risulato clamoroso che l'ha tagliato fuori dall'avere una rappresentanza parlamentare sia al Senato che alla Camera dei Deputati.


Confrontando i risultati con le precedenti politiche abbiamo un boom positivo per la Lega Nord che ha guadagnato circa un 3%, e un altro boom positivo è quello dell'Italia dei Valori di Di Pietro che ha raddoppiato il proprio risultato (4.5%), che comunque aderirà al gruppo parlamentare del PD.


Ora Berlusconi potrà formare un Governo Stabile con più di trenta senatori di vantaggio, auguriamoci che questo serva per affrontare veramente e seriamente le grandi questioni italiane; auguriamoci inoltre che la maggioranza insieme all'opposizione possano finalmente riformare il nostro paese.

Guardate tutti i dati completi dal sito del Corriere della Sera cliccando qui sotto:

giovedì 14 febbraio 2008

Sorprese elettorali nel Partito delle Libertà...

Casini sta lasciando Berlusconi dopo 14 anni di stretta alleanza reciproca.

Casini non ci sta ad entrare nel PDL e dopo svariati tentativi di dialogo con Berlusconi e i dirigenti di Forza Italia, il Consiglio Nazionale dell'UDC fa approvare un documento presentato da Buttiglione nel quale si da al via la candidatura di Casini come Premier.

Questa rappresenta una novità elettorale importante nel quadro politico nazionale in quanto se tutto fosse confermato, Berlusconi si vedrebbe diminuire la percentuale di consenso e quindi Veltroni avrebbe più possibilità di affrontare una partita ancora aperta.
La corsa a Palazzo Ghigi si fà sempre più interessante e i due Leader sembrano essere finalmente convenuti nell'idea di realizzare alleanze elettorali e politiche più sicure rinunciando anche a qualche voto e partitino in più.

Vi riporto le ultime dichiarazioni di Berlusconi dal "Corriere della Sera" online:

ROMA -
Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini sono ufficialmente ex alleati. Di più: alle prossime elezioni politiche saranno entrambi in corsa per la stessa poltrona, quella di presidente del Consiglio. La direzione dell'Udc ha approvato all'unanimità un documento in cui si conferma la scelta di una corsa in solitaria e si chiede all'ex presidente della Camera di assumere l'onere della candidatura a premier per lo scudo crociato. Il leader di Forza Italia, che in mattinata aveva lanciato l'ennesimo appello-ultimatum all'unità, incassa dunque il gran rifiuto.

«RISULTATO MODESTO» - La decisione deve ancora essere ufficializzata, in particolare Casini dovrà sciogliere ogni riserva. Ma il consenso unanime espresso dallo stato maggiore del partito lascia pochi dubbi sul fatto che l'Udc e il Pdl affronteranno la sfida elettorale da due posizioni diverse. Uno scenario, questo, che si era fatto via via più chiaro con il passare delle ore. Al punto che in mattinata lo stesso Berlusconi, partecipando a Uno Mattina, era arrivato a pronosticare un risultato «molto modesto» per i centristi in caso di una loro corsa in solitaria. Casini, però, lascia ancora aperto uno spiraglio: «Parlerò con Berlusconi - ha detto il leader carismatico del partito -. Prendiamoci qualche ora di riflessione in più per rendere ancor più chiara la responsabilitá di questa lacerazione. Scioglierò presto la mia riserva». Il parlare apertamente di «lacerazione» potrebbe essere già un'indicazione per capire quale sarà l'epilogo della vicenda. Ma in politica le cose possono modificarsi fino all'ultimo.

«DESTINATI A PERDERE» -Silvio Berlusconi, in ogni caso, anche oggi è apparso determinato nel chiedere all'Udc un ingresso senza condizioni nel Pdl. Nel corso della trasmissione non ha ad esempio rinunciato a ricordare che «Casini è stato eletto in Forza Italia nel '94». E a proposito della presa di posizione sul simbolo, aveva parlato di una questione «facilmente superabile», con la partecipazione dei centristi prima alla lista unica e poi alla creazione di un gruppo unitario in Parlamento. Ma se non c'è la volontà di seguire questo percorso, è stato di fatto il commento di Berlusconi, allora tanto peggio per Casini: «L'Udc sta decidendo in queste ore con dei rischi enormi. I cittadini si chiederanno se il voto andrà sprecato», anche perché, secondo i sondaggi, anche senza Udc, il Pdl ha «ampi margini», circa «il 10-12%» di vantaggio. «Al momento - ha aggiunto Berlusconi - la situazione è questa ma bisogna vedere se l'elettore dell'Udc deciderà di dare un voto ad un partito che non ha minimamente la possibilità di vittoria». Il Cavaliere è stato quindi categorico: «L'Udc in questo modo se andrà da sola avrà un risultato più che modesto».

«SIMBOLO SENZA STORIA» - La decisione dei centristi di imputarsi sul simbolo (ancora in mattinata il segretario Lorenzo Cesa ha parlato della necessità di «non dividere i moderati e farli vincere ma salvaguardando la dignità di ciascuno») il leader forzista proprio non riesce a digerirla. Si tratterebbe, ha evidenziato, di una «rinuncia temporanea», di un «piccolo sacrificio», «un qualcosa che l'Udc potrebbe fare» anche perchè «questo simbolo non ha storia». Una sottolineatura, quest'ultima, che certo non ha contribuito a rasserenare gli animi e a favorire il riavvicinamento. Al punto che l'Udc sembra avere preso definitivamente le distanze dagli ex alleati.

sabato 9 febbraio 2008

13-14 aprile 2008: Berlusconi vs Veltroni

Tutto è pronto per la grande sfida elettorale che vedrà il 13 e 14 aprile Berlusconi contro Veltroni.

Il Partito delle Libertà con Leader Berlusconi sarà composto da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Nuova DC, Riformatori Liberali, Nuovo PSI e correrà insieme all'alleanza esterna della Lega Nord.

Il Partito Democratico con Leader Veltroni correrà da solo, ma già si profila un'intesa con l'Italia dei Valori.

Non volendo fare torto a nessuno cito anche le altre alleanze minori che correranno nella competizione elettorale:
-La Rosa Bianca con Tabacci, Pezzotta e Baccini;
-La Sinistra Arcobaleno con candidato Bertinotti che vede l'unione di Rifondazione Comunista, PdCI, Verdi, SD.

Rimane da vedere cosa faranno anche altri partiti e soprattutto con chi faranno alleanze elettorali, fra questi i maggiori sono:
l'UDC di Casini (prossimo ad un incontro chiarificatorio con Berlusconi);
i Radicali della Bonino e Pannella;
i Socialisti di Boselli;
l'UDEUR di Mastella;
la Destra di Storace.

Questo è il quadro attuale politico aggiornato al 9 febbraio, sicuramente la vera partita sarà giocata da Berlusconi e Veltroni, gli unici ad aver dato qualcosa di nuovo alla politica nazionale e soprattutto gli unici a raccogliere attualmente un consenso elettorale dal 30 al 40 %.

Facendo un pronostico azzardato se le alleanze rimarranno queste, Veltroni con il PD+IDV potrebbe superare anche il 40%, mentre Berlusconi con il PDL +Lega +UDC abbondantemente il 45 %.

Il Bipolarismo quindi è vivo più che mai, gli altri partitini sono avvisati; questa volta vale il detto "meglio soli che male accompagnati" !!!

venerdì 25 gennaio 2008

Prodi è caduto e ora che si fa ???

Dopo diciotto mesi di agonia, il Governo Prodi è andato in soffitta e con lui anche tutta l'Unione (unione di cosa???).
Sinceramente sono dispiaciuto per questa fine ingloriosa del buon Prodi, ma i numeri sono numeri e al conteggio non si può far niente.
Mastella ha fatto una bruttissima figura politica, ci mancava solo la citazione poetica di Neruda per arrampicarsi negli specchi e giustificare il proprio voto contrario.
Cusumano e Barbato dell'UDEUR poi hanno dato spettacolo con sputi, svenimenti, offese reciproche e tutto quanto servisse a far emergere la pochezza di questi Senatori e del ruolo istituzionale che essi rappresentano.
Mi chiedo, ma cosa ci possiamo aspettare di buono da questi rappresentanti???
Intanto oggi il Presidente della Repubblica Napolitano inizia le consultazioni che dureranno fino a martedì, ma si profila come lunga, la strada di una soluzione a questa crisi.

Vi riporto le ultime notizie dal mondo politico tratte dal "Corriere della Sera" on-line:

ROMA - «Non aspiro ad alcun incarico». Così il presidente del Senato, Franco Marini, ha smentito tutte le voci che lo indicavano in pole position per la guida di un eventuale governo istituzionale di transizione dopo la caduta del Governo Prodi. «È da un anno che dico che la responsabilità che ho è già grande e quindi non aspiro proprio ad avere alcun altro incarico. Ci saranno le consultazioni e io ho grande fiducia nelle capacità del presidente Napolitano. Credo anche che le forze politiche debbano pensare agli interessi generali perché è una fase delicata del Paese».

PRODI: NO ELEZIONI CON QUESTA LEGGE - «Come ho già detto nel mio intervento in Parlamento e anche al Capo dello Stato, bisogna fare di tutto per evitare di andare a elezioni anticipate con questa legge elettorale». E' lo stesso Romano Prodi a parlare, dopo l'inaugurazione dell'anno giudiziario: la legge elettorale, è l'opinione di Prodi, ha reso di fatto ingovernabile il Paese.

MONTEZEMOLO: ESECUTIVO PER RIFORME - Contrario all'ipotesi di andare subito al voto anche il leader di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, convinto che serva un governo istituzionale per «una breve ed efficace stagione di riforme condivise, nell’interesse generale». Montezemolo chiede riforme capaci di consentire «a chi vincerà le elezioni di poter governare davvero»: cambiamento dei regolamenti di Camera e Senato, riduzione dei parlamentari, correzione del bicameralismo perfetto. «Sono riforme che un governo di scopo, istituzionale, tecnico, lo si chiami come si vuole - ha aggiunto - potrebbe fare molto rapidamente, trovando una immediata sintonia con il comune sentire della società italiana». Ma la prima riforma a cui mettere mano, anche per Montezemolo, sarebbe la legge elettorale: «Vogliamo dire alle forze politiche più avvedute e responsabili di entrambi gli schieramenti che prima di andare al voto serve una nuova legge elettorale».

SPETTACOLO INDECOROSO - Il presidente di Confindustria ha avuto parole dure per quanto accaduto nella giornata di giovedì al Senato: «Uno spettacolo inaccettabile e indecoroso», ha detto riferendosi alla rissa scoppiata tra i senatori Cusumano e Barbato. Per Montezemolo «tutti nei momenti di crisi, soprattutto dopo aver assistito al triste spettacolo da suk di questi giorni e alle scene vergognose, desideriamo che la parola torni a noi cittadini - ha proseguito - attraverso le elezioni». Ma «attenzione», ricorda Montezemolo, «con questa legge elettorale, lo sappiamo per esperienza, la parola non torna ai cittadini ma alle segreterie dei partiti, con liste preconfezionate, per consentire altri giri di giostra a chi non vuole un vero rinnovamento». Parole dure anche pe ril governatore siciliano Totò Cuffaro: «Mentre gli imprenditori siciliani combattono contro, il pizzo il governatore della Sicilia viene condannato a 5 anni di reclusione e decide di restare al suo posto».

TEMPI LUNGHI - Difficile comunque che la crisi che si aperta con la sconfitta in Senato di giovedì possa rapidamente chiudersi, come avvenne un anno fa. Allora, dopo un giro di consultazioni, Napolitano rimandò alle Camere lo stesso Prodi, visto che non c'era stato un voto formale di sfiducia e che la maggioranza aveva espresso la propria preferenza per il reincarico, oltre a prendere l'impegno di modificare la legge elettorale. Ma ora la maggioranza uscita dalle urne non esiste più, c'è stato un voto formale di sfiducia (almeno al Senato), e la legge elettorale è ancora la stessa di due anni fa. Dieci anni fa, inoltre, un Prodi fresco di sfiducia respinse l'idea di un reincarico, avanzata allora da Oscar Luigi Scalfaro. In più il centrodestra sembra compatto, con l'eccezione dell'Udc, nel chiedere il ricorso alle elezioni anticipate. Ma nei giorni scorsi si è parlato di un presidente della Repubblica propenso a cercare la via di un nuovo governo, che abbia come unico mandato quello della riforma della legge elettorale. E che cerchi il consenso su un nome sul quale converga il maggior consenso possibile: Mario Monti o il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. Oppure i presidenti di Senato e Camera, Marini e Bertinotti. Da questo scenario appare probabile che la soluzione della complessa crisi richieda tempi lunghi.

BERLUSCONI INCONTRA LETTA - C'è stato un incontro, durante la mattinata, a Palazzo Grazioli tra il leader di Forza Italia e Gianni Letta. La visita è durata circa 40 minuti. Il nome dell'ex sottogretario alla Presidenza del Consiglio del governo di centrodestra è una delle ipotesi per la guida di un governo istituzionale che traghetti verso nuove elezioni. Nessuno dei due ha rilasciato dichiarazioni al termine dell'incontro. Berlusconi è poi partito per Napoli, dove nel pomeriggio è in programma un'assemblea di Italiani nel Mondo, il movimento del senatore Sergio De Gregorio.

lunedì 21 gennaio 2008

Mastella manda Prodi a casa !!!

Gira e gira alla fine il buon Prodi è caduto vittima della sua stessa maggioranza, anzi del suo ex Ministro Mastella, che forse per cause dovute al proprio caso personale e familiare degli ultimi giorni, ha buttato il Governo in aria.
Personalmente esprimo la mia solidarietà al buon Prodi che ce l'ha messa veramente tutta per governare con questa maggioranza piena di personalismi, troppi partitini e in generale gonfio di una confusione politica interna mai vista in Italia.
Ed ora si va avanti, si gira pagina, comunque su tutti incombe la decisione finale del Presidente della Repubblica Napolitano, l'unico deputato a "sondare il terreno" e a trovare una soluzione a questa crisi politica.
Credo personalmente sia giusto fare almeno la riforma del sistema elettorale prima di andare a nuove elezioni, se non altro per ritornare alle preferenze e per scongiurare un altro pasticcio governativo.
Mi chiedo poi quale sarà il futuro del centro sinistra italiano, in particolare del Partito Democratico ancora indietro nella propria organizzazione territoriale ed intensionato a correre da solo nelle prossime elezioni con il nuovo sistema elettorale (se verrà approvato).
Berlusconi sarà poi felice di tornare a fare il candidato Premier se si andrà a votare entro pochi mesi, ma Casini e Fini lo vorranno ancora come Leader ???

Chi vivrà, vedrà !!!

giovedì 10 gennaio 2008

Legge Elettorale vicino il traguardo...


Il dibattito sulla Legge Elettorale sembra essere alle ultime battute.
In questi giorni si riuniranno la commissione affari costituzionali per esaminare la proposa di riforma Bianco e la consulta per il referendum sulla legge proposta da Segni e appoggiata da Fini.

Su tutto il confronto il punto cruciale sembra comunque rimanere il fantomatico accordo segreto tra Berlusconi e Veltroni, accordo che non piace agli alleati minori..anche se in queste ultime ore sembra trovare l'adesione di Casini e di Rifondazione Comunista.

A questo punto se si realizzasse questo accordo tra i 4 partiti dei due schieramenti si raggiungerebbe finalmente la larga intesa sulla riforma elettorale.
Un'intesa importante atta a coprire quasi il 70 % dell'elettorato nazionale, un'intesa che sconvolgerà in positivo il nostro sistema politico, eliminando molti partitini personali e dando più stabilità ai governi in carica....o almeno così promette...

Ma in seguito il povero Governo Prodi che fine farà???


Vi riporto una sintesi della proposta di riforma elettorale:

La bozza Bianco

Il testo della proposta prevede l'assenza del vincolo di coalizione e di premio di maggioranza, con le circoscrizioni che salgono a 32 e con un doppio sbarramento (5% a livello nazionale, con la possibilità, per la lista che non lo superi, di essere ammessa al riparto dei seggi se ottiene almeno il 7% dei voti in cinque circoscrizioni).

Il sistema è proporzionale, fondato sulla distribuzione dei seggi in base ai voti conseguiti nelle circoscrizioni e sono attribuiti per metà in collegi uninominali e per l'altra metà su liste concorrenti di candidati, senza preferenze. Due le ipotesi sul meccanismo di voto messe in campo da Bianco. Nella cosiddetta Ipotesi A l'elettore dispone di due voti, uno per il candidato nel collegio uninominale e l'altro per la lista circoscrizionale; in base all'Ipotesi B l'elettore dispone di un solo voto, valido sia per il candidato nel collegio uninominale sia per la lista circoscrizionale ad esso collegata. Sono previste le cosiddette quote rosa per assicurare le pari opportunità.

L'indicazione del candidato premier avviene sotto forma di dichiarazione con cui ogni partito, nel depositare il contrassegno, presenta un programma di governo, a titolo proprio o in coalizione con altri, e individua il nome della persona da sottoporre al Capo dello Stato come presidente del Consiglio. Si tratta, tuttavia, di un'opzione non vincolante. Infine, altra caratteristica della proposta del senatore del Pd è l'introduzione della sfiducia costruttiva importata dal sistema tedesco, ma che comporta qualche modifica costituzionale e dei Regolamenti parlamentari.

mercoledì 12 dicembre 2007

si chiamerà Popolo della Libertà


E' ufficialmente nato il nuovo soggetto politico del centro-destra italiano.
Ad alcune settimane dall'annuncio oggi Berlusconi in conferenza stampa ha confermato il nome del nuovo partito che si denominerà:
POPOLO DELLA LIBERTA'

Si fa sempre più reale e vicina l'ipotesi che i due grandi partiti degli opposti schieramenti raggiungano un'intesa sulla legge elettorale, che secondo Fini di Alleanza Nazionale porterebbe ad un ritorno al passato, dove ognuno correva da solo e dopo le elezioni si costruivano le alleanze di governo.
Ieri a "Ballarò" sull'ipotesi della riforma "Bianco" presentata al Senato dal Presidente della commisione Affari Istituzionali si è aperto un dibattito politico tra Fini e Franceschini (vice-veltroni), la quale discussione ha portato in evidenza la possibilità di un'approvazione del testo elettorale da parte di Berlusconi e Veltroni. Una riforma quindi che dà la facoltà ai partiti di fare le alleanze pre-elettorali, mettendo uno sbarramento del 5%, ma non esclude che in futuro il Partito Democratico possa anche governare insieme al Popolo della Libertà.
Vi riporto l'articolo preso da "Il Giornale" online di oggi:

Roma - Il nuovo partito si chiamerà "Popolo della Libertà". Lo annuncia Silvio Berlusconi intervenendo alla trasmissione televisiva di Michela Vittoria Brambilla. "Sarà - spiega l’ex premier - la rappresentanza italiana dei partiti del popolo europeo e spero che il manifesto della nuova formazione sarà lo stesso del Ppe". In base agli ultimi sondaggi il Popolo della Libertà raggiunge il 37,1%, di cui il 35,2% è di Forza Italia. Il Cavaliere ha poi sottolineato che il Partito democratico è al 26,2%, mentre se si votasse con questa legge elettorale in vigore il centrodestra sarebbe al 57,3% e il centrosinistra al 42,6%. "Se si andasse a votare con l’attuale legge elettorale con alcuni correttivi riguardanti il Senato noi avremmo decine e decine di parlamentari di vantaggio", dice l’ex premier.
"Popolo della Libertà" è il risultato, ricordiamo, della consultazione lanciata tra i sostenitori che tra il 1 e il 2 dicembre si sono recati ai gazebo. Il Popolo della libertà è stato preferito dal 63,14%, mentre l’opzione Partito della libertà dal 36,86%.

Appello a Fini e Casini: costruiamolo assieme Berlusconi rivolge un nuovo appello a Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini. La nuova formazione "è tutta la costruire. Facciamolo insieme, io non ho mai detto: 'bussate e vi sarà aperto'. Anzi io invito gli elettori del centrodestra che fanno parte già della coalizione ad andare tutti uniti".

"Legge elettorale, sì a trattare: ma poi al voto" "Io confermo la mia disponibilità a trattare, a discutere della nuova legge elettorale ma serve un limite di tempo. Si faccia presto e poi si torni a votare". Berlusconi rilancia il dialogo con il Pd ma mette il paletto della durata. Silvio Berlusconi è tornato a ribadire che nella riforma che egli vorrebbe dovrebbe avere spazio l’indicazione delle alleanze preventive perché "io penso che sia - ha detto - una conquista che non va dimenticata" e che differenzia la seconda Repubblica dalla prima "che poi non era così male, perché ci governavano cinque partiti occidentali e democratici, ma il cittadino quando entrava nella cabina elettorale non sapeva quali alleanze avrebbe fatto il suo partito e chi sarebbe stato il premier".

"Cosa bianca? Non c'è spazio" Per Silvio Berlusconi "non c’è spazio per la Cosa bianca che decida di ritornare alla politica dei due forni" e non è possibile un partito che "decida se allearsi con il centrodestra o con il centrosinistra". "Io sono - dice - un allievo di Erasmo da Rotterdam che diceva che le decisioni più sagge vengono prese grazie ad una lungimirante follia. Io penso di avere avuto questo sprazzo di follia".

"A Veltroni faccio i miei auguri..." "A Veltroni faccio i miei auguri affinché possa riuscire in un’impresa coraggiosa per arrivare all’approvazione di una nuova legge elettorale. So che sta incontrando molte difficoltà viste le posizioni dell’estrema sinistra e le divergenze anche all’interno del Pd", osserva l’ex premier.

martedì 4 dicembre 2007

Veltroni e Berlusconi: due contro tutti

I due leader dei partiti maggiori italiani sembrano aver trovato un accordo di fondo:
dare forza a chi prende i voti ed eliminare la frammentazione politica e il consecutivo ricatto dei partiti più piccoli nei confronti dei governi costruiti con grandi alleanze.
In due settimane si è scatenata la caccia ai due capi da parte di tutta la costellazione politica, da destra a sinistra passando per il centro.

Chi ha paura?
Si perderà la democrazia rappresentata?

Sicuramente tutti i partiti dal 5% in giù sono in allarme, molto probabilmente sarà l'ultima legislatura con una frammentazione così forte, la strada della riforma elettorale è stata percorsa e la maggioranza degli italiani vuole stabilità e meno confusione.
Esclusi il Partito Democratico e il Partito del Popolo della Libertà, tutti gli altri segretari politici si sentono indignati, esclusi dalle trattative e minacciati dalle riforme, soprattutto da quella elettorale.
Personalmente credo che la democrazia sia anche mettere in pratica ciò che è stato votato dai cittadini e non vedere che dopo il voto le grandi coalizioni finiscono e i governi vanno avanti a forza di spinte, minacce, ricatti, voti di fiducia ecc...
Questa frammentazione non può dirsi di valore rappresentativo e di rispetto delle diverse identità storiche e culturali, semmai purtroppo sembra che riuscire a creare un partito voglia dire avere soldi pubblici, convenzioni, detrazioni e posti di lavoro per tante persone.

Politica=Convenienza ????

Veltroni e Berlusconi hanno insieme più del 60% dei consensi e se per caso ci si dovesse ritrovare in una situazione come la Germania, si farà la grande coalizione???
Questo è un altro dilemma che affligge molti ben pensanti delle due coalizioni politiche e poi questo vorrebbe dire ciao Prodi!!!
Povero Prodi, per lui non c'è pace, neanche un giorno di sosta!!!
Anche il compagno Bertinotti tuona il fallimento del Governo dal trono della Camera dei Deputati.
Cosa avverrà nelle prossime settimane??? Spero che ci sia un'intesa vera sui contenuti ed inizi il processo riformatore che a questo paese serve tanto.
Intanto iniziamo dalla legge elettorale prima che cada il referendum sulla testa di tutti, legge che una volta approvata e votata dagli italiani andrebbe a sostituire l'attuale sistema senza tanti accordi tra le parti.

venerdì 23 novembre 2007

Casini non ci casca...

Casini nel Partito del Popolo della Libertà non ci casca...
Proprio non ne vuol sapere il Leader dell'UDC di entrare nel nuovo partito di Berlusconi, anzi ci scherza sopra con ironia.
Intanto anche Adornato uno degli esponenti di Forza Italia da sempre per un partito unico liberale del centro-destra, non aderisce.
Anche in questo caso secondo Casini è sotto l'occhio di tutti l'errore politico sostanziale di Berlusconi di voler creare un soggetto nuovo da solo, senza consultare chi da sempre è il vero promotore nel partito unico.

Riporto qui di seguito un articolo de "La Stampa" on line di oggi:
Il leader dell'Udc: «La fondazione del Pdl è una mossa autolesionista»

«La Cdl è finita? Io l’ho detto un anno e mezzo fa ed oggi Berlusconi è arrivato in ritardo di 15 mesi». Pier Ferdinando Casini risponde così ad una domanda di Maurizio Belpietro, su Canale 5, circa il destino della Casa delle libertà. E aggiunge: «Le scosse possono essere di autolesionismo e di autosommovimento: Pier Ferdinando Casini leader dell’Udc si rivolge così a Silvio Berlusconi che fondando il nuovo partito ha inteso dare una scossa al sistema. Intervenendo al "Panorama del giorno dopo" il leader dell’Udc ammonisce il Cavaliere: «Berlusconi ha fondato un partito dal tetto di una macchina e oggi si pone invece il problema che nell’obiettivo di aggiungersi qualcuno rischia di perdere qualcun altro».

Casini si riferisce ad Adornato che «era stato uno dei promotori del partito unico e che oggi non aderisce al nuovo partito di Berlusconi». Il leader dell’Udc pone quindi un problema di metodo: «Se io e lei - dice Casini - rivolgendosi a Maurizio Belpietro - vogliamo fare qualcosa insieme lo concordiamo prima, ne parliamo e qualcuno certamente di noi non lo deve apprendere dai giornali. Queste non sono cose formali, ma di sostanza». Berlusconi ha voluto dare una scossa al sistema?: «Gli auguro di riuscirci - è la risposta di Casini - però non ne sarei così convinto; le scosse possono essere di autolesionismo, di autosommovimento. Il problema è politico e va affrontato non aprendo questioni personali, ma con serenità è necessario far depositare molta della polvere che si è alzata in questi giorni ed affrontare nei prossimi mesi questo tema».

Casini su una cosa si dichiara d’accordo con il Cavaliere: la messa in discussione del bipolarismo «che ha creato più danni che soluzioni» e spezza di nuovo una lancia al favore del proporzionale alla tedesca «che consente a ciascuno di essere artefice del proprio destino».Ma la polemica con Silvio Berlusconi non finisce qui e a Maurizio Belpietro che gli chiede a chi si riferisse a suo avviso il leader di Forza Italia quando parlava dei «parrucconi» nella politica egli ribatte: «Io la parrucca non ce l’ho, qualcun altro non lo so. Chieda a lui, l’esperto di parrucche è lui e non io».

Quanto ai rapporti con gli alleati, Casini afferma: «Berlusconi dice che non l’hanno fatto governare. Ma quanti errori gli hanno evitato i suoi alleati. Se avessimo parlato meno di giustizia e di tv forse avremmo vinto le elezioni. Lui potrebbe ribadire che su alcuni punti gli alleati hanno frenato. Ma ciascuno vede le cose dal suo angolo visuale. Berlusconi parla di popolo, ma ciascuno ha il suo popolo, e i parrucconi forse sono quelli che pensano di essere importanti senza il popolo ma ciascuno di noi sa che senza il popolo non siamo nessuno».

Riguardo all'ipotesi di un'asse con Gianfranco Fini che competa al centro con Forza Italia, infine, il leader dell'Udc afferma:«Con Fini parleremo, io parlo con tutti. Non l’ho ancora sentito, ma è possibile che lo senta nelle prossime ore». Il leader dell’Udc è cauto: «Non mi sembra che Fini abbia ipotizzato questo. Parleremo».

lunedì 19 novembre 2007

Nasce il Partito del Popolo della Libertà

Data storica per Berlusconi e Forza Italia, dopo tanto peregrinare il partito più forte e grande del centro-destra italiano cambierà pelle nel nuovo "Partito del Popolo della Libertà".
Da oggi 19 novembre dopo l'annuncio di ieri inizia il nuovo cammino per il manager Berlusconi.
Era da tempo che si pronunciava il nome di partito nuovo e forse unico del centro-destra, finalmente oggi la pentola è stata scoperchiata.
Sarà contenta la Brambilla che qualche tempo fa ne aveva depositato il nome e simbolo al notaio. qui di seguito vi riporto le ultime dichiarazioni di berlusconi dalla sua conferenza stampa di oggi estrapolate dal "Corriere della Sera":

«Sono state raccolte da Forza Italia otto milioni di firme nelle piazze per tornare a votare, a cui si aggiungono altri 2 milioni di sottoscrizioni messe insieme da Circoli del buon governo e Circoli della libertà. Abbiamo il dovere di non disperdere questo patrimonio perché per il Paese sarebbe fatale. Ci sono momenti in cui certi appuntamenti con la storia non si possono mancare».

«Nascerà una nuova formazione - ha spiegato Berlusconi - che si chiamerà "Il popolo della libertà" o "Il partito della libertà". Nascerà dal basso, dalla gente, non sarà una fusione fredda come quella avvenuta di recente per il Partito democratico. Nei gazebo allestiti da Forza Italia anche nel weekend prossimo raccoglieremo le adesioni dei partiti. E decideranno i cittadini il nome che avrà la nuova formazione politica». Berlusconi ha anche spiegato che il nuovo soggetto sarà l'equivalente italiano del Partito popolare europeo.

«Nel Partito democratico ci sono personaggi di buon senso e buona volontà che vedono il bene del Paese ma che non possono realizzarlo perché la coalizione è ostaggio della sinistra estrema. Anche nel centrodestra ci sono problemi, nonostante dopo 5 anni di governo. Il bipolarismo attuale è qualcosa che non può funzionare per il bene del Paese».

«Ci apriamo a un dialogo con l'altra parte politica - ha poi evidenziato -, non difendiamo più la vigente legge elettorale, ci apriamo alla considerazione di una legge elettorale diversa che non può che essere proporzionale. Pensiamo ad un proporzionale non machiavellico, un proporzionale puro ma con sbarramento che eviti un eccessivo frazionamento». Perché all'estero, ha puntualizzato, «siamo esposti al ridicolo per il numero di forze politiche che popolano il nostro Parlamento».

La legge elettorale sarà approvata con la nostra collaborazione - ha però precisato Berlusconi - solo se ci sarà data assicurazione che una volta in vigore si tornerà subito al voto». Un obiettivo, questo, che per essere raggiunto non richiede necessariamente un cambio dell'esecutivo: «Con questo governo si può fare benissimo, l'iniziativa può essere portata avanti all'interno dei due rami del Parlamento». E a questo proposito il leader della (ex) Cdl si è reso disponibile «nell'immediato» ad un incontro con il segretario del Pd, Walter Veltroni, per iniziare a valutare i contorni e le linee guida della nuova legge elettorale.

Per quanto riguarda il programma della nuova formazione, il capo del centrodestra ha ricordato che «il nostro manifesto è lo stesso della più grande famiglia politica europea, il Partito del popolo europeo». «Avrà al suo interno regole strette di democrazia - ha aggiunto - che si realizzeranno nell'elezione diretta di tutti i suoi rappresentanti». Una novità per il popolo di Forza Italia, che in tredici anni no è mai stato chiamato ad esprimersi sugli organi dirigenti del partito. E anche sulla leadership Berlusconi si è detto pronto a mettersi in gioco: «Sarò io il primo a mettere a disposizione la mia responsabilità». Precisando poi, ad un cronista che glielo domandava, che anche Fini e Casini potranno aspirare alla guida della nuova formazione. Ma potranno farlo nel solo modo che la democrazia prevede, vale a dire sottoponendosi al voto dei militanti.

Infine il Cavaliere è tornato ad enfatizzare il valore della manifestazione di domenica a piazza San Babila che ha di fatto sancito la nuova svolta berlusconiana: «A quel popolo - ha detto l'ex premier- ho riconosciuto la bontà della loro richiesta di tornare presto al voto». Un'esigenza che anche Berlusconi continua a fare propria, fatta salva la necessità di superare l'attuale legge elettorale. «Ho poi detto loro che se lo ricorderanno di essere stati lì, in piazza San Babila - ha detto con orgoglio - perché in quel momento stavano vivendo un evento che avrebbe segnato la politica italiana. Non solo quella attuale, ma anche quella dei prossimi decenni».