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venerdì 25 gennaio 2008

Prodi è caduto e ora che si fa ???

Dopo diciotto mesi di agonia, il Governo Prodi è andato in soffitta e con lui anche tutta l'Unione (unione di cosa???).
Sinceramente sono dispiaciuto per questa fine ingloriosa del buon Prodi, ma i numeri sono numeri e al conteggio non si può far niente.
Mastella ha fatto una bruttissima figura politica, ci mancava solo la citazione poetica di Neruda per arrampicarsi negli specchi e giustificare il proprio voto contrario.
Cusumano e Barbato dell'UDEUR poi hanno dato spettacolo con sputi, svenimenti, offese reciproche e tutto quanto servisse a far emergere la pochezza di questi Senatori e del ruolo istituzionale che essi rappresentano.
Mi chiedo, ma cosa ci possiamo aspettare di buono da questi rappresentanti???
Intanto oggi il Presidente della Repubblica Napolitano inizia le consultazioni che dureranno fino a martedì, ma si profila come lunga, la strada di una soluzione a questa crisi.

Vi riporto le ultime notizie dal mondo politico tratte dal "Corriere della Sera" on-line:

ROMA - «Non aspiro ad alcun incarico». Così il presidente del Senato, Franco Marini, ha smentito tutte le voci che lo indicavano in pole position per la guida di un eventuale governo istituzionale di transizione dopo la caduta del Governo Prodi. «È da un anno che dico che la responsabilità che ho è già grande e quindi non aspiro proprio ad avere alcun altro incarico. Ci saranno le consultazioni e io ho grande fiducia nelle capacità del presidente Napolitano. Credo anche che le forze politiche debbano pensare agli interessi generali perché è una fase delicata del Paese».

PRODI: NO ELEZIONI CON QUESTA LEGGE - «Come ho già detto nel mio intervento in Parlamento e anche al Capo dello Stato, bisogna fare di tutto per evitare di andare a elezioni anticipate con questa legge elettorale». E' lo stesso Romano Prodi a parlare, dopo l'inaugurazione dell'anno giudiziario: la legge elettorale, è l'opinione di Prodi, ha reso di fatto ingovernabile il Paese.

MONTEZEMOLO: ESECUTIVO PER RIFORME - Contrario all'ipotesi di andare subito al voto anche il leader di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, convinto che serva un governo istituzionale per «una breve ed efficace stagione di riforme condivise, nell’interesse generale». Montezemolo chiede riforme capaci di consentire «a chi vincerà le elezioni di poter governare davvero»: cambiamento dei regolamenti di Camera e Senato, riduzione dei parlamentari, correzione del bicameralismo perfetto. «Sono riforme che un governo di scopo, istituzionale, tecnico, lo si chiami come si vuole - ha aggiunto - potrebbe fare molto rapidamente, trovando una immediata sintonia con il comune sentire della società italiana». Ma la prima riforma a cui mettere mano, anche per Montezemolo, sarebbe la legge elettorale: «Vogliamo dire alle forze politiche più avvedute e responsabili di entrambi gli schieramenti che prima di andare al voto serve una nuova legge elettorale».

SPETTACOLO INDECOROSO - Il presidente di Confindustria ha avuto parole dure per quanto accaduto nella giornata di giovedì al Senato: «Uno spettacolo inaccettabile e indecoroso», ha detto riferendosi alla rissa scoppiata tra i senatori Cusumano e Barbato. Per Montezemolo «tutti nei momenti di crisi, soprattutto dopo aver assistito al triste spettacolo da suk di questi giorni e alle scene vergognose, desideriamo che la parola torni a noi cittadini - ha proseguito - attraverso le elezioni». Ma «attenzione», ricorda Montezemolo, «con questa legge elettorale, lo sappiamo per esperienza, la parola non torna ai cittadini ma alle segreterie dei partiti, con liste preconfezionate, per consentire altri giri di giostra a chi non vuole un vero rinnovamento». Parole dure anche pe ril governatore siciliano Totò Cuffaro: «Mentre gli imprenditori siciliani combattono contro, il pizzo il governatore della Sicilia viene condannato a 5 anni di reclusione e decide di restare al suo posto».

TEMPI LUNGHI - Difficile comunque che la crisi che si aperta con la sconfitta in Senato di giovedì possa rapidamente chiudersi, come avvenne un anno fa. Allora, dopo un giro di consultazioni, Napolitano rimandò alle Camere lo stesso Prodi, visto che non c'era stato un voto formale di sfiducia e che la maggioranza aveva espresso la propria preferenza per il reincarico, oltre a prendere l'impegno di modificare la legge elettorale. Ma ora la maggioranza uscita dalle urne non esiste più, c'è stato un voto formale di sfiducia (almeno al Senato), e la legge elettorale è ancora la stessa di due anni fa. Dieci anni fa, inoltre, un Prodi fresco di sfiducia respinse l'idea di un reincarico, avanzata allora da Oscar Luigi Scalfaro. In più il centrodestra sembra compatto, con l'eccezione dell'Udc, nel chiedere il ricorso alle elezioni anticipate. Ma nei giorni scorsi si è parlato di un presidente della Repubblica propenso a cercare la via di un nuovo governo, che abbia come unico mandato quello della riforma della legge elettorale. E che cerchi il consenso su un nome sul quale converga il maggior consenso possibile: Mario Monti o il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. Oppure i presidenti di Senato e Camera, Marini e Bertinotti. Da questo scenario appare probabile che la soluzione della complessa crisi richieda tempi lunghi.

BERLUSCONI INCONTRA LETTA - C'è stato un incontro, durante la mattinata, a Palazzo Grazioli tra il leader di Forza Italia e Gianni Letta. La visita è durata circa 40 minuti. Il nome dell'ex sottogretario alla Presidenza del Consiglio del governo di centrodestra è una delle ipotesi per la guida di un governo istituzionale che traghetti verso nuove elezioni. Nessuno dei due ha rilasciato dichiarazioni al termine dell'incontro. Berlusconi è poi partito per Napoli, dove nel pomeriggio è in programma un'assemblea di Italiani nel Mondo, il movimento del senatore Sergio De Gregorio.

domenica 13 gennaio 2008

Corinaldo, dal paese del pozzo della polenta a quello dei rifiuti napoletani...


Qui a fianco ho riportato il mitico "Pozzo della Polenta" che caratterizza il mio paese per essere posizionato in mezzo alla famosa scalinata e per essere meta di tanti turisti tutto l'anno.
Il pozzo della polenta richiama da anni la storia, la tradizione della mia città... tante storielle paesane e fatti realmente avvenuti hanno costruito intorno a questa semplice costruzione un simbolo cittadino, immagine che ora rischia di essere associata al "pozzo dei rifiuti napoletani".

Ebbene si!! , sembra che l'Assessore Regionale Amagliani delle Marche si sia reso disponibile ad accogliere parte della "monnezza" della Campania, ma il nostro Sindaco insieme alla sua amministrazione inizia a protestare a questa decisione "calata dall'alto".
Personalmente sono favorevole ad atti di amore fraterno e di aiuto verso il più debole...ma in questo caso non credo che sia giusto, tanto più che la grave situazione napoletana non può dirsi come emergenza, ma semmai come attività continua, cronica e senza vie d'uscite brevi e durature.
Un Comune come il mio di 5.000 anime che pratica la raccolta differenziata, che raccoglie già i rifiuti della Provincia di Ancona non può essere la valvola di sfogo della "merda" altrui.
Già in passato la nostra discarica ha raccolto rifiuti provenienti da altre regioni con difficoltà, certo sono operazioni che portano tanto denaro liquido alle casse comunali, ma ora bisogna dire BASTA!!!!

Se questi amministratori non sanno governare e purtoppo appartengono anche alla mia area politica, è comunque ora che vadano a casa!!!
Napoli e la Campania devono trovare in questo momento una serie di progetti concreti e realizzabili, non si può nascondere la propria monnezza nelle discariche altrui, ma ripeto non si tratta di essere inaccoglienti e razzisti, ma semplicemente obiettivi e razionali.

Il Problema rifiuti va risolto una volta su tutte alla radice e ha ragione Prodi quando dice che è una vergogna per l'Italia intera !!!!!
Caro governo, però non dire solo parole di circostanza, manda a casa una volta tanto i tuoi rappresentanti che sanno, che sapevano, che intascano soldi pubblici da decenni senza fare niente per la povera popolazione e la martoriata città di Napoli.

giovedì 10 gennaio 2008

Legge Elettorale vicino il traguardo...


Il dibattito sulla Legge Elettorale sembra essere alle ultime battute.
In questi giorni si riuniranno la commissione affari costituzionali per esaminare la proposa di riforma Bianco e la consulta per il referendum sulla legge proposta da Segni e appoggiata da Fini.

Su tutto il confronto il punto cruciale sembra comunque rimanere il fantomatico accordo segreto tra Berlusconi e Veltroni, accordo che non piace agli alleati minori..anche se in queste ultime ore sembra trovare l'adesione di Casini e di Rifondazione Comunista.

A questo punto se si realizzasse questo accordo tra i 4 partiti dei due schieramenti si raggiungerebbe finalmente la larga intesa sulla riforma elettorale.
Un'intesa importante atta a coprire quasi il 70 % dell'elettorato nazionale, un'intesa che sconvolgerà in positivo il nostro sistema politico, eliminando molti partitini personali e dando più stabilità ai governi in carica....o almeno così promette...

Ma in seguito il povero Governo Prodi che fine farà???


Vi riporto una sintesi della proposta di riforma elettorale:

La bozza Bianco

Il testo della proposta prevede l'assenza del vincolo di coalizione e di premio di maggioranza, con le circoscrizioni che salgono a 32 e con un doppio sbarramento (5% a livello nazionale, con la possibilità, per la lista che non lo superi, di essere ammessa al riparto dei seggi se ottiene almeno il 7% dei voti in cinque circoscrizioni).

Il sistema è proporzionale, fondato sulla distribuzione dei seggi in base ai voti conseguiti nelle circoscrizioni e sono attribuiti per metà in collegi uninominali e per l'altra metà su liste concorrenti di candidati, senza preferenze. Due le ipotesi sul meccanismo di voto messe in campo da Bianco. Nella cosiddetta Ipotesi A l'elettore dispone di due voti, uno per il candidato nel collegio uninominale e l'altro per la lista circoscrizionale; in base all'Ipotesi B l'elettore dispone di un solo voto, valido sia per il candidato nel collegio uninominale sia per la lista circoscrizionale ad esso collegata. Sono previste le cosiddette quote rosa per assicurare le pari opportunità.

L'indicazione del candidato premier avviene sotto forma di dichiarazione con cui ogni partito, nel depositare il contrassegno, presenta un programma di governo, a titolo proprio o in coalizione con altri, e individua il nome della persona da sottoporre al Capo dello Stato come presidente del Consiglio. Si tratta, tuttavia, di un'opzione non vincolante. Infine, altra caratteristica della proposta del senatore del Pd è l'introduzione della sfiducia costruttiva importata dal sistema tedesco, ma che comporta qualche modifica costituzionale e dei Regolamenti parlamentari.

giovedì 27 dicembre 2007

Prodi verso il 2008...

Prodi in conferenza stampa di fine anno parla del 2008 come un anno nuovo e di rilancio per il governo.
Riforme strutturali, più aiuti alle famiglie e ai lavoratori, insomma tante belle promesse, ma riuscirà il nostro Presidente a realizzarne almeno qualcuna???

Molti punti interrogativi affliggono il povero Prodi e il suo staff a cominciare dai senatori ribelli, che si sentono liberi da ogni vincolo elettorale e ormai pronti a dare la famosa spallata al governo di centro-sinistra.
In risposta a Lamberto Dini e a tutti coloro che rilasciano interviste e proclami di sfiducia verso questo esecutivo il buon Prodi risponde, che esiste solo un modo per mandare a casa un governo, ossia il voto di sfiducia, ma solo qualche giorno fa il governo ha superato anche questo ostacolo e allora si va avanti.

Cari navigatori, cosa ci porterà il 2008 nella politica italiana?

Intanto vi riporto questo articolo tratto dal "Corriere della Sera" in versione online:

In mattinata la consueta conferenza stampa di fine anno Verso l'«imbullonatura» del programma 2008

ROMA - «L'Italia è un Paese che si è rimesso a camminare e che è uscito dalle emergenze. Lo dicono tutti i numeri. la crescita si attesta da due anni attorno al 2% e il debito sta calando costantemente. Chiuderemo l'anno col un deficit molto più basso del previsto: sotto il 2%, cifra inferiore a tutte le previsioni», così il premier Romano Prodi ha esordito nel presentare il resoconto delle attività di Governo.
«Ma le cifre non sono il solo problema, esiste anche una crisi legata alla mancanza di fiducia, che impedisce di camminare spediti. E' fondamentale essere rientrati sotto i parametri che chiedeva l'Europa. un risultato che ci permette di pensare a politiche di programmazione più efficaci. Eppure questo dato non ha cambiato le difficoltà di molte famiglie. Ma la messa in ordine delle nostre casse ci permetterà a fine legislatura di scendere sotto il 100% nel rapporto deficit/Pil , e questo permetterà di liberare risorse per le famiglie, per l'ambiente e per la sicurezza».

CRIMINALITA'- «Il 2007 è stato anche l'anno della rimonta contro la mafia. Ma è importante non abbassare la guardia. Comunque il clima è cambiato e in Sicilia molti cittadini hanno trovato la forza di rialzare la testa. Lo Stato non si fermerà nella lotta alla mafia e alla camorra».

LAVORO - Il tasso di disoccupazione in Italia è il più basso «da 25 anni, nettamente sotto la media europea» ha detto Prodi. Secondo il premier, però, ancora nel Sud «un lavoro pulito e onesto resta per molti un sogno».Prodi ha ricordato la lotta l lavoro nero e l'abolizione dello scalone. Un accenno anche alla sicurezza sul lavoro, definita una grande emergenza nazionale. «Le camere hanno approvato un disegno per questo problema: ora gli strumenti devono diventare operativi e ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità».

WELFARE- «Siamo un Paese che invecchia. le famiglie vanno aiutate. La Finanziaria ha stanziato 800 milioni per le famiglie, che comprende investimenti per gli asili ma anche per gli anziani non autosufficienti».

REDISTRIBUZIONE DEL REDDITO- «Il 2007 è stato anche l'anno del tesoretto». «L'extra gettito è stato usato per aumentare le pensioni e per l'extra.-bonus di 150 euro, che non è una panacea ma è un primo segnale per la redistribuzione del reddito, un problema che va urgentemente affrontato».

POLITICA ESTERA- Il Premier, dopo aver ricordato i riconoscimenti ricevuti dall'estero le politiche internazionali dell'Italia ha invitato a «uno sguardo meno concentrati su se stessi».

LA CASTA- «Il 2007 è stato l'anno dell'antipolitica e della "casta", ma la moralizzazione è stata una priorità del mio Governo molto prima delle inchieste giornalistiche e nella finanziaria, non a caso, è stato annunciato un solido, pacchetto per dare efficienza alla macchina della politica»

PROGRAMMI PER IL 2008 - «Dovrà essere l'anno in cui proiettiamo l'Italia nel futuro» ha detto Prodi:. «Ho ben chiare quali sono le politiche e le azioni da adottare. Grazie alla straordinaria azione contro l'evasione fiscale pensiamo che non meno di 20-21 miliardi di euro siano rientrati e questa proseguirà anche nel prossimo anno. Ma la vera sfida è l'efficienza della pubblica amministrazione, che va fatta marciare più speditamente, va resa più snella, più leggera e meno costosa»

ENTI PREVIDENZIALI - «Vogliamo riformare profondamente gli enti previdenziali, a partire da gennaio.Questo comporterà un risparmio di qualche miliardo di euro. Sempre dal 2008 diminuiremo ancora il numero eccessivo di adempimenti burocratici. L'anno prossimo sarà possibile fare una sola comunicazione obbligatoria per il lavoro e lo stesso per le imprese».

INFORMATIZZAZIONE -Il Premier ha insistito molto anche sulla progressiva informatizzazione dei servizi e della burocrazia, con riferimenti anche alle attività giudiziarie.

AMBIENTE- «Doteremo di pannelli solari tutti gli edifici pubblici, tranne quelli di valore storico, a partire dalle scuole. Sarà obbligatorio anche adottare lampade a basso consumo energetico. dal 2011 saranno in vendita in Italia solo lampadine a ridotto consumo energetico. Risparmi ci saranno anche sullo spreco di carta».

CRESCITA- «Bisogna ridare fiato alla ricerca, per cui stiamo studiando le modalità di finanziamento per rinnovare le dotazioni dei laboratori scientifici delle scuole e poi bisognerà accelerare i tempi per l'assunzione dei 3mila ricercatori in attesa».

SALARI-«In Italia c'è un problema di reddito per i lavoratori i cui salari hanno perso molto potere d'acquisto, al punto che anche lo sviluppo del paese ne risente negativamente. Bisogna agire prontamente, ma prima è necessario che cresca anche la redditività e che siano ridotte le imposte sui salari medio-bassi».

GOVERNO CADE CON VOTO SFIDUCIA, NON CON ALTRI STRUMENTI - Sollecitato da un giornalista sulle recenti dichiarazioni di Dini, secondo il quale il governo non ha più i numeri per andare avanti. Prodi ha risposto: «un Governo si abbatte con un voto di sfiducia, non ci sono altri strumenti, non con le dichiarazioni o le interviste».

RAPPORTI CON GLI USA- «Rispetto alla politica italiana sull'Iraq non c'è necessità di alcun cambiamento» e da questo punto di vista non dovrebbero esserci modifiche nell'approccio con gli Stati Uniti impegnati nella campagna presidenziale» ha specificato il presidente del Consiglio durante la conferenza stampa seguita alla presentazione del resoconto i fine anno, aggiungendo che «quanto avevo da dire l'ho già detto a Bush» e la decisione di ritirarsi è stata presa «in lealtà e serenità» e quindi «non ci sono stati problemi» e «ho anche avuto il riconoscimento da parte di Bush che mi ha detto che si sarebbe meravigliato se ci fossimo comportati diversamente». Questo approccio non risente di eventuali cambi di scenari politici negli Usa, dove è ipotizzabile una vittoria alle presidenziali per un candidato del partito democratico: «Noi non sosteniamo candidati ma linee politiche -ha detto Prodi- questo magari porterà a linee più vicine a quelle dei democratici, ma noi non sosteniamo candidati in Paesi stranieri».

KOSOVO - Romano Prodi ha assicurato che in Kosovo «l'Italia farà la sua parte». «Non ci tireremo certamente indietro» rispetto alla missione civile e di ricostruzione dello Stato decisa dall'Ue, ha affermato il presidente del Consiglio nel corso della conferenza stampa di fine anno. È una missione «indispensabile» a fronte di uno scenario «complicato» per l'impossibilità di trovare una soluzione concordata tra serbi e albanesi»..

VERTICI ENI, ENEL E POSTE- Sulle nomine dei vertici di Eni, Enel e Poste, Prodi ha specificato che queste imprese sono state «aiutate dal Governo che ne ha garantito l'indipendenza» e ha assicurato che non ci saranno problemi nell'identificazione delle persone da mettere a i vertici delle imprese, tenendo presente le regole del mercato e del contesto internazionale.

ALITALIA - Sul nodo Alitalia Prodi ha chiarito che la decisione sarà presa entro la metà di gennaio. «La procedura è stata di grandissima trasparenza» ha detto Prodi. A Prodi è stato chiesto se fra i criteri di scelta del governo nel selezionare il partner per Alitalia si terrà conto anche delle proteste di politici e sindacalisti, delle rivolte o del criterio della nazionalità. Il presidente del Consiglio ha risposto che nessuno di questi sarà un criterio di scelta, perchè il criterio sarà «la capacità del partner di integrare Alitalia nel sistema mondiale».

PRIVATIZZAZIONI - «Sono rimaste poche aziende da privatizzare. Andremo avanti con le privatizzazioni, ma in armonia con quanto avviene nel resto d'Europa. Troppe volte ho visto il mercato italiano aperto all'estero, ma non viceversa, quindi non accetto lezioni da chi non è aperto quanto noi al mercato. Non voglio che l'Italia diventi soltanto un soggetto appetibile all'acquisto da parte di imprese straniere».

LEGGE ELETTORALE - «La legge elettorale non è tema del governo ma va fatta dal Parlamento con una grandissima maggioranza. Non voglio cambiarla perchè poi sia cambiata con il cambio del Governo». «Io ho sempre pensato che la legge elettorale debba dare stabilità e alternanza. Mi sembra che l'inizio del dialogo sia stato ottimo, ma siamo solo all'inizio, anche perchè la legge elettorale deve andare di pari passo con le riforme delle attività parlamentari».

VERIFICA DI GOVERNO - Rispondendo a una domanda specifica su una ventilata verifica di Governo a gennaio Prodi ha ribadito: «Il governo funziona, non ci sarà una verifica».

TASSAZIONE RENDITE FINANZIARIE - La tassazione delle rendite finanziarie resta nell'agenda del governo. «Il governo ci sta lavorando» ha detto Prodi. «E rimangono nel programma di governo che è un programma quinquennale e sono passati solo 18 mesi».

MUTUI SUBPRIME - «In Italia sui mutui subprime n Italia non dovremmo avere conseguenze». Ci «Ci potrebbero essere conseguenze , speriamo limitate, sulla crescita a causa dell'impatto di questo fenomeno sugli Stati Uniti. Non credo però che ci sarà un'ondata a catena che porterà a una crisi generale perchè i Paesi asiatici, che crescono a ritmo elevatissimo, dovrebbero bilanciare il problema e impedire il crollo dell'economia mondiale».

martedì 4 dicembre 2007

Veltroni e Berlusconi: due contro tutti

I due leader dei partiti maggiori italiani sembrano aver trovato un accordo di fondo:
dare forza a chi prende i voti ed eliminare la frammentazione politica e il consecutivo ricatto dei partiti più piccoli nei confronti dei governi costruiti con grandi alleanze.
In due settimane si è scatenata la caccia ai due capi da parte di tutta la costellazione politica, da destra a sinistra passando per il centro.

Chi ha paura?
Si perderà la democrazia rappresentata?

Sicuramente tutti i partiti dal 5% in giù sono in allarme, molto probabilmente sarà l'ultima legislatura con una frammentazione così forte, la strada della riforma elettorale è stata percorsa e la maggioranza degli italiani vuole stabilità e meno confusione.
Esclusi il Partito Democratico e il Partito del Popolo della Libertà, tutti gli altri segretari politici si sentono indignati, esclusi dalle trattative e minacciati dalle riforme, soprattutto da quella elettorale.
Personalmente credo che la democrazia sia anche mettere in pratica ciò che è stato votato dai cittadini e non vedere che dopo il voto le grandi coalizioni finiscono e i governi vanno avanti a forza di spinte, minacce, ricatti, voti di fiducia ecc...
Questa frammentazione non può dirsi di valore rappresentativo e di rispetto delle diverse identità storiche e culturali, semmai purtroppo sembra che riuscire a creare un partito voglia dire avere soldi pubblici, convenzioni, detrazioni e posti di lavoro per tante persone.

Politica=Convenienza ????

Veltroni e Berlusconi hanno insieme più del 60% dei consensi e se per caso ci si dovesse ritrovare in una situazione come la Germania, si farà la grande coalizione???
Questo è un altro dilemma che affligge molti ben pensanti delle due coalizioni politiche e poi questo vorrebbe dire ciao Prodi!!!
Povero Prodi, per lui non c'è pace, neanche un giorno di sosta!!!
Anche il compagno Bertinotti tuona il fallimento del Governo dal trono della Camera dei Deputati.
Cosa avverrà nelle prossime settimane??? Spero che ci sia un'intesa vera sui contenuti ed inizi il processo riformatore che a questo paese serve tanto.
Intanto iniziamo dalla legge elettorale prima che cada il referendum sulla testa di tutti, legge che una volta approvata e votata dagli italiani andrebbe a sostituire l'attuale sistema senza tanti accordi tra le parti.

mercoledì 24 ottobre 2007

E Prodi tira avanti...


Sono tornato ieri dalle vacanze e scrutando i primi tg e quotidiani mi sono accorto che il Governo Prodi è ancora su e tira avanti...
Un "Prodi da urlo" quello di ieri, in Consiglio dei Ministri si è imposto su tutti e a forza di "tachipirina politica" la febbre della crisi si è placata.
Mi chiedo come faccia a sopportare tutti i Mastella, Di Pietro, Diliberto, Dini e tutti i compagni di Rifondazione, impegnati nella loro conquista d'immagine più che a governare e a costruire qualcosa di positivo.
In tutto questo apparire e distinguersi nel centro-sinistra il buon Presidente Prodi tira avanti molto bene, con qualche acciacco, ma i mesi trascorrono, le leggi si approvano anche se con difficoltà e la legislatura prosegue.
Ma Berlusconi non aveva preparato il suo agguato???
A quanto sembra attualmente non ha fatto grandi acquisti, neanche al Milan le cose vanno bene...ma conoscendo il Cavaliere prima o poi uno scherzo a Prodi riuscirà a farlo !!!

Intanto vi riporto un articolo del giornalista Stefano Cappellini letto oggi su "Il Riformista":

Romano Prodi è un tipo tosto e orgoglioso. Che non molla facilmente. Lo sanno bene anche i leader suoi alleati, compresi coloro che magari lo canzonano per gli impacci lessicali, per la vocazione alla gaffe politica o per l’incapacità di comprendere le tecnicalità dei sistemi elettorali nonostante le assidue ripetizioni cui è sottoposto. E ieri Romano Prodi, a dispetto dell’oggettiva debolezza del suo governo e delle voci di depressione fuggite dallo stesso petto del premier, ha dato una dimostrazione della sua volontà di andare avanti.
La riunione del Consiglio dei ministri si è aperta con una presa di posizione del Professore sul caso Mastella, arrivato a palazzo Chigi con la lettera di dimissioni in tasca per la bufera De Magistris e per gli acciacchi che gliene sono venuti. Prodi ha aperto i lavori dichiarando «piena fiducia del governo al ministro Clemente Mastella e alle politiche del governo sulla giustizia che sono sempre state approvate e votate all’unanimità dal Consiglio dei ministri stesso». Il Guardasigilli ha incassato soddisfatto e apostrofato il rivale Tonino Di Pietro («Con te ho chiuso»), e quando l’ex pm ha abbozzato una replica, il premier lo ha stoppato rudemente: «La discussione si chiude qua». Dopodiché, Mastella si è presentato ligio e puntuale a palazzo Madama per votare insieme ai suoi senatori il decreto legge collegato alla finanziaria, che al primo giro la maggioranza ha scavallato al modo solito: di uno o due voti. «Il malato ha preso un brodo», ha dichiarato Fausto Bertinotti al Tg1 (prima di aggiungere: «Spesso i malaticci durano a lungo»). In ogni caso, tanto basta ad allontanare almeno di qualche giorno lo spettro della congiura al Senato. Ma congiura ci sarà davvero, come da annuncio del Cavaliere?
Il Prof è sempre più convinto di poterla sfangare. Ha passato gli ultimi giorni a chiamare e richiamare i senatori dissidenti a lui più familiari, lasciando che suoi messi contattassero gli altri: siciliani, italiani nel mondo, diniani. Il report finale dell’operazione diplomatica dice che non sarà semplice per i “sospettati” smarcarsi dalla maggioranza. E, del resto, la loquacità di Berlusconi sulla data di scadenza del governo (fissata dall’ex premier al 14 novembre) non aiuta certo gli eventuali congiurati a compiere fino in fondo la missione. Certo, incidenti e sorprese sono sempre possibili, «ma quando non lo sono stati - chiede il Prof agli interlocutori più scettici - da un anno e mezzo a oggi?».
Poi c’è il capitolo Veltroni. Il rapporto tra i diarchi del Pd è sospeso tra il tarlo della diffidenza e la tentazione della solidarietà. La sola ascesa del sindaco di Roma alla leadership del Pd è bastata a colorire gli scenari di default dell’esecutivo e di elezioni anticipate. E quindi a indebolire Prodi. Ma il Prof ha scelto di proporre un patto al suo vice nella prima stagione dell’Ulivo, consapevole che a Veltroni non conviene votare già nel 2008 e che, comunque, il neo-segretario non può permettersi di lasciare nemmeno mezza impronta su una caduta di Prodi, pena una guerra nel Pd senza esclusione di colpi. Nell’entourage prodiano c’è già chi sottolinea che nessuno ha investito Veltroni della candidatura alla premiership in caso di elezioni anticipate e che dunque, in tal caso, i giochi si saranno riazzerati. E chi dice che Prodi non possa correre contro Veltroni in una nuova primaria per la premiership? La sola ipotesi spaventa Veltroni più della rincorsa elettorale di Berlusconi. Naturalmente si tratta di voci messe in giro ad arte, ma che il Prof ha tutto l’interesse a far circolare affinché si sappia, uno, che lui non schioderà facilmente, due, che mentre tratta a palazzo Chigi l’armistizio con Veltroni (questo è stato il senso del faccia a faccia dell’altroieri), l’arsenale e le truppe restano pronte a riprendere il combattimento in qualsiasi momento.
L’offerta del Prof a Veltroni per fare insieme un pezzo di strada è sintetizzabile così: blindare la maggioranza sulla finanziaria, varare a gennaio la nuova squadra di governo tagliando e riaccorpando ministeri (dunque senza nuovi ingressi e senza passaggio al Quirinale per un Prodi-bis), fiaccare la strategia berlusconiana della spallata, arrivare al referendum elettorale e utilizzarne l’esito per costringere gli alleati e almeno un pezzo dell’opposizione ad aprire la stagione delle riforme. Va da sé che per inverare la seconda parte del piano servirà tenere a freno quei pezzi di maggioranza che si dichiarano pronti a tutto pur di evitare le urne referendarie. Oggi. Ma domani? Potrà Rifondazione aprire una crisi sul referendum dopo aver evitato di farlo su welfare, pensioni, rendite? Potrà ora che Prodi è invocato su Liberazione come l’ultimo baluardo contro i barbari centristi al seguito di Veltroni? E davvero Mastella, già nel mirino dell’antipolitica, è pronto ad assumere su di sé la responsabilità della crisi per una faccenda di seggi e liste? Domande senza risposta e comunque - sembra pensare il Prof - con una risposta meno scontata di quel che si è pensato finora. Certo, se il colpo riuscisse e il tavolo delle riforme si aprisse davvero, questo potrebbe portare ad elezioni l’anno dopo. Ma a Veltroni qualcosa bisogna pur concedere. E le urne, a quel punto, potrebbero non essere più un danno per nessuno.

giovedì 11 ottobre 2007

Welfare, una buona intesa


E Prodi insieme al suo governo riprendono fiato dopo il successo sul referendum dei sindacati relativo alla riforma del Welfare.
Una buona intesa la definerei, non si può negare che se un accordo viene sottoscritto dal Governo e dalle Parti Sociali è sicuramente frutto di una buona mediazione e da una volontà comune riformatrice.
Assindustria, Sindacati, oltre 40 rappresentanti di svariate categorie sociali hanno sottoscritto insieme al Governo Prodi un protocollo importante che mette daccordo tutti tranne una parte in minoranza della sinistra.
Cari Onorevoli Rizzo, Diliberto, Russo Spena e company, siete veramente una minoranza che non rappresenta neanche la maggiorparte della classe operaia alla quale vi siete rivolti per il sostegno al NO.
Non crediate di poter andar lontano politicamente con il vostro modo di "fare" quasi sempre contro per ideologia, il Governo e la maggioranza di cui fate parte questa volta ha vinto e ha piena ragione di andare avanti con questo protocollo.
Questo accordo sul Welfare è fondamentale per Prodi, infatti se il Governo non cadrà nanche questa volta sicuramente ne uscirà più forte ed insieme alla forza del Partito Democratico si prospetta un futuro migliore per la maggioranza riformista.
Mi auguro tempi migliori e più sereni per la politica ed inoltre spero che anche nel Centro Destra si proponga qualcosa di politicamente nuovo.