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martedì 15 gennaio 2008

Papa Benedetto XVI alla Sapienza: reazioni laiche o anticlericali ???

Lasciando macerare il problema dei rifiuti, che sicuramente ritroveremo più in avanti perchè difficilmente risolvibile, pongo l'attenzione di questo blog sulla visita tanto discussa di Papa Benedetto XVI all'inaugurazione dell'Anno Accademico dell'Università "La Sapienza" di Roma.
E pensare che questa celebre Università nacque il 20 aprile 1303 per volontà di Papa Bonifacio VIII, ma oggi nel 2008 più di sessanta tra docenti e scienziati protestano formalmente per questa visita chiedendone l'annullamento.

La domanda sorge spontanea: si tratta di anticlericalismo o rispetto della laicità ???

Difficile rispondere esattamente, dal Vaticano non escono questi termini in maniera esplicita, ma piuttosto emergono il fattore censura e di rifiuto al dialogo, dal mondo universitario invece si invocano delle dichiarazioni molto pesanti, un cartellone esposto recita: "fra Giordano è bruciato, Galileo ha abiurato, noi resisteremo contro il papato".

Papa Benedetto intanto prosegue il suo cammino di restauratore e riformatore al tempo stesso; un passo in avanti verso il dialogo con la chiesa ortodossa e contro il capitalismo sfrenato, ma dall'altra celebra il battesimo in Cappella Sistina rivolgendo le spalle ai fedeli come nel rito pre-conciliare e non manca di sfoggiare paramenti sacri oramai desueti e arcaici.

Non è la prima volta che parlo di un Vaticano che si muove in due direzioni storicamente opposte, ma certamente non posso anche far a meno di evidenziare il tono anti-storico di certi professori universitari, più interessatai a far scalpore e notizia, che a discutere seriamente sul valore della Laicità dello Stato.

Una laicità spesso confusa e sbandierata lascia spazio al laicismo e questo non serve a dare valore e giustizia ai tanti perseguitati dalle ideologie e dalle religioni di stato. Voglio quindi aspettare e riflettere prima di dare dei giudizi significativi su questa visita, mi piacerebbe che entrambi i fronti facessero un passo in dietro in nome del dialogo e del confronto che non deve mai mancare, soprattutto tra intellettuali, scienziati e professori per il bene delle generazioni future.