sabato 6 ottobre 2007

La marcia politica di Montezemolo...

Credo che il nostro Presidente di Confindustria Montezemolo oramai sia sempre più un uomo della politica.
Con messaggi costanti interviene nelle discussioni politiche e suscita in molti questi interrogativi:
- scenderà veramente in politica??
- a quando la sua candidatura??
- sarà lui il prossimo leader del centro-destra italiano??

Sicuramente avrebbe le capacità umane e professionali per guidare l'Italia, ma siamo sicuri che Berlusconi lasci il posto di comando??

Nell'attesa riporto qui il suo intervento all'assemblea dei giovani industriali preso dal "Corriere della Sera":

-Occorre restituire qualcosa a chi paga le tasse, come i lavoratori dipendenti che hanno la trattenuta direttamente alla fonte». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, a margine del convegno annuale dei Giovani di Confindustria, parlando della pressione fiscale. «E’ arrivato il momento di ridare qualcosa indietro a chi le tasse le paga per davvero. Chi evade è come uno che ruba, e l’evasione e il lavoro nero sono la peggiore offesa a chi le tasse le paga regolarmente. Tra coloro che le pagano ci sono gli operai delle fabbriche e gli impiegati che hanno la trattenuta in busta paga».

E’ necessario per Montezemolo, tagliare la spesa improduttiva e investire di più. «In questo Paese - spiega - si pagano troppe tasse, perchè le pagano troppo pochi, e chi le paga le paga anche per quelli che evadono. Soprattutto, si vuole sapere dove vanno a finire le tasse degli italiani. Sicurezza, infrastrutture, servizi, è là che dovrebbero andare. E ci dovrebbero essere meno spese. Bisogna avere il coraggio di tagliare le spese improduttive, nelle quali vanno a finire le tasse. Più investimenti e quindi meno tasse».

Luca Cordero di Montezemolo, davanti alla platea dei giovani industriali riuniti a Capri critica chi invoca le elezioni subito e insiste sulla necessità di modificare la legge elettorale: «Pensare di andare a elezioni con questa legge è offesa a cittadini italiani perchè non li mette in condizione di scegliere». «Lo Stato», sottolinea il presidente di Confindustria, è «una macchina troppo pesante, troppo costosa, con troppi veti, troppi localismi, non è all’altezza della competizione mondiale, perciò puoi avere il migliore pilota, le migliori intenzioni ma non ce la fai. Perciò - avverte - attenzione ai facili entusiasmi, a dire andiamo a votare domani, abbiamo bisogno prima di una legge elettorale che metta in condizione il paese di essere governato. Andiamo a fare una legge che risponda a tre requisiti fondamentali: metta il cittadino in condizione di portare in Parlamento chi vuole, chi merita, chi viene scelto, crei governabilità, elimini i troppi veti e i piccoli partiti».

venerdì 5 ottobre 2007

Un paese di poveri...

Dall'ultimo rapporto ISTAT sulle famiglie italiane risulta che in Italia ci sono oltre 7 milioni e mezzo di poveri.
Il fenomeno non cala: più indigenti al Sud, fra le famiglie numerose e dove vivono anziani, questo è un dato definito, reale e purtroppo costante dopo i risultati del 2005.
Comunque non è che l'Istituto di Ricerca abbia scoperto l'America, anzi mi sa che siamo tutti a conoscenza del problema dei nostri portafogli.
Personalmente ho dedicato anche un post agli ultimi rincari autunnali, aumenti diretti ai beni primari come il pane, farina, energia elettrica, gas, senza dimenticare la benzina in costante aumento da anni.
C'è un modo per protestare e far cambiare qualcosa?
No !!! Unico rimedio è quello di fare spesa in modo critico, valutando e confrontando i prezzi e la qualità dei prodotti.
So che non è facile e sempre possibile, ma con un po di impegno e pazienza si riescono a risparmiare diverse decine di euro in un mese.
Vi invito a leggere i dati Istat che ha riportato il "Corriere della Sera":

RAPPORTO ISTAT RELATIVO AL 2006

- In Italia ci sono 2 milioni 623 mila famiglie povere: rappresentano l'11,1% delle famiglie residenti per un totale di 7 milioni 537 mila indigenti, pari al 12,9% dell'intera popolazione. Lo stima l'Istat che oggi ha presentato i dati sulla povertà relativa in Italia nel 2006. Anche nel 2005 la povertà stimata riguardava l'11,1% delle famiglie corrispondente al 13,1% degli italiani.
L'Istituto di Statistica classifica come povere le famiglie composte da due persone che hanno una spesa media mensile pari o inferiore a 970,34 euro.
L'Istat sottolinea che da quattro anni la povertà è «sostanzialmente stabile così come sono immutate le principali caratteristiche delle famiglie in condizioni di povertà». Il fenomeno resta per lo più diffuso nel Mezzogiorno, fra le famiglie numerose e dove vivono anziani.

PIU' POVERI AL SUD - Il 65% del totale delle famiglie povere risiede nel Mezzogiorno: il 22,6% dei nuclei residenti al sud risulta infatti sotto la linea di povertà relativa. Soltanto il 7% delle famiglie residenti nel centro-nord risulta invece sotto la soglia di povertà sebbene qui viva il 68% del totale delle famiglie italiane. La regione più povera è la Sicilia che ha quasi una famiglia su tre al di sotto della soglia di povertà (il 28,9%). Molto alta l'incidenza anche in Calabria, con il 27,8 per cento. All'opposto la regione meno «povera» è l'Emilia Romagna con un'incidenza del 3,9%.

FAMIGLIE NUMEROSE - Le famiglie con cinque o più componenti presentano livelli di povertà molto alti: quasi un quarto (24,3%) risulta relativamente povero e lo è oltre un terzo (37,5%) di quelle residenti nel Mezzogiorno. Si tratta per lo più di coppie con tre o più figli e di famiglie con membri aggregati, le tipologie cioè che mostrano le incidenze più elevate, rispettivamente pari a 25,6% e 17,8%.

FAMIGLIE MONOGENITORI - Meno diffusa è la povertà tra le famiglie di genitori soli: è soprattutto nel Nord che la famiglia monogenitore rappresenta una delle tipologie più esposte al rischio di povertà: l'incidenza osservata è dell'8,1%, rispetto alla media ripartizionale del 5,2%.

lunedì 1 ottobre 2007

L'Assassino della porta accanto...

L'Italia sta impazzendo, soltanto oggi nei vari media si sono trattati diversi crimini che come atto finale hanno portao ad omicidi e violenze di ogni genere.
Spesso poi a commetere i crimini sono i familiari, amici, ex fidanzati , persone che normalmente si coinsiderano amiche e vicine al proprio ambito familiare.
Purtroppo notiamo come questi delitti siano in aumento e a commettere tali gesti siano persone di solito definite "normali", "brave".
Psichiatri, Criminologhi si danno un gran da fare nel discutere e spiegare le motivazioni di questi comportamenti deviati; tutti i media ed in particolare i programmi di approfondimento come "Porta a Porta", "Matrix", "Verissimo" e "L'Italia in diretta", dedicano intere ore a questi casi di sangue, spesso integrando il tutto con immagini, video inediti e i protagonisti in diretta.
Il "Giallo italiano" diventa spettacolo e merce per l'audience, non vengono risparmiati particolari agghiaccianti e lucubri, la lacrima del protagonista da il picco d'ascolto e poi immancabilmente sono in scena gli opinionisti più disparati, dal politico, alla soubrette, al giornalista e al tronista di turno.

Credo che fare del crimine uno spettacolo sia immorale e non si può sempre giustificare il tutto con il termine informazione, perchè il cittadino è fin troppo informato su quello che accade e purtroppo si rischia l'emulazione da parte di soggetti psicolabili, aspetto spesso trascurato, ma verificabile.
L'informazione andrebbe fatta direttamente nel tessuto familiare e sociale, smitizzando certi comportamenti criminali e ridando rispetto e valore alla Vita umana.
I media in tutto questo hanno la responsabilità maggiore e sono i primi e più immediati nell'avere la possibilità di dare un messaggio educativo e non spettacolare.
Come non vedere che in Italia tutto fa spettacolo, dalla politica al crimine e questo non si deve verificare perchè si va contro la morale e contro l'educazione civica.